Un invito ad assaggiare le bontà e visitare le bellezze del Molise

30Giu

Colle d’Anchise, non lontano da Bojano, l’antica capitale dei Sanniti, è un luogo magico per chi vuole gustare il Molise, la terra che, con la sua diffusa ruralità e la ricchezza di biodiversità, il suo cibo, le sue antiche tradizioni. Dall’abbandono fino alla scoperta da parte di Michele Lucarelli
di Pasquale Di Lena 

Non c’è niente fuori luogo, ma un ordine perfetto che vuol dire cura, attenzione. Anche i sei cipressi in fondo al grande prato, che sembra un’ombra lunga di verde dell’antico caseggiato tutto in pietra viva, sono in riga, sull’attenti, come a eseguire il comando di un giovane caporale che non vuole sbagliare.
E’ questo verde, che corsi d’acqua separano da altri prati verdi, il carattere de La Piana dei Mulini, che, al Km 7, affianca la Strada Statale 647 Fondo Valle del Biferno. Ed è il verde dei prati curati e delle colline che raccolgono questo luogo – segnato dal Biferno, che nasce più a monte, poco lontano, dalle rocce che ombreggiano Bojano, dei Sanniti l’antica capitale – il primo cibo, quello della mente e dell’anima, che La Piana dei Mulini, mette a disposizione dei suoi ospiti.
L’acqua che passa sotto i ponti che sostengono la più bassa delle case allineate in una sola fila, ha dato vita, sin dalla fine del 1700, a un mulino ad acqua, centro per la colorazione della lana e, poi, centrale idroelettrica. Dal ponte in legno l’acqua la puoi vedere scorrere in silenzio, quando non è animata da cigni
E’ la storia che passa, fino all’abbandono della seconda metà del secolo scorso che ha accompagnato la fuga dell’uomo da questi posti alla ricerca di un lavoro. La grande emigrazione verso il Nord America, il Canada in particolare, o il triangolo industriale e i paesi del Nord Europa. L’abbandono, il degrado, le macerie, la natura selvaggia senza più una cura, fino a quando, 2002, non entra a far parte del sogno di Michele Lucarelli, che è quello di ridare a questo luogo magico nuova vita.
I sogni, come si sa, soprattutto quelli che più t’innamorano hanno ha capacità di farti volare e portarti già nel domani. E il domani sognato da Michele è quello che ha, impegnando non poche risorse e superando ostacoli di ogni tipo, oggi realizzato, mostrando la magia del luogo anche a chi è distratto.
Una lunga casa di case in pietra appiccicate l’una all’altra con 12 camere a disposizione di chi vuol vivere la natura; camminare; fare mountain back; ascoltare il canto delle acque del principale fiume del Molise, il Biferno; leggere un libro; dare ai propri figli, ancora bambini, il senso della libertà, del gioco. E non solo, vuole gustare il Molise, la terra che, con la sua diffusa ruralità e la ricchezza di biodiversità, il suo cibo, le sue antiche tradizioni, riesce a dare al passato il valore che merita, soprattutto in un momento della storia in cui le cosiddette arretratezze sono le vere grandi possibilità di futuro. Non le sole, ma di sicuro le più importanti se la bellezza e la bontà; il dialogo e la partecipazione; il rispetto e la diversità, la sobrietà, tornano ad essere valori di riferimento e segnali di felicità al posto del deo denaro.
La bontà del cibo e della tavola con il ristorante dalle belle volte a vela in pietra; il locale semiaperto per i buffet e il salone degli incontri e delle feste. La cucina nelle mani sapienti di Severino Miozza, uscito dalla scuola di Bobo Vincenzi del ristorante Ribo di Guglionesi, e del suo collaboratore Luca Storti. Due giovani di Larino che vivono con grande entusiasmo questa loro bella esperienza a La Piana dei Mulini.
Michele, l’ideatore e promotore di questa Residenza storica-Albergo diffuso, è il ricercatore dei prodotti, a partire da quelli del territorio di verdeggianti colline che, nella minuta pianura, accolgono La Piana sei Mulini, al resto del territorio molisano. Una scelta della tipicità e della qualità a partire dalle farine ai vini, dai salumi ai formaggi, dai funghi ai tartufi, dalle verdure all’olio extravergine di oliva, un prodotto esaltato e privilegiato che vive qui la completezza del suo ruolo, visto che è portato a tavola come benvenuto a chi arriva e, soprattutto, viene utilizzato in cucina per dare un valore aggiunto di bontà ai piatti di una cucina attenta alla tradizione.

La Piana dei Mulini, un luogo davvero bello, che merita di essere visitato; una struttura accogliente, che ben racconta e rappresenta la grande virtù dei molisani, l’ospitalità, il piacere di stringere la mano a vecchi e nuovi amici e dare, con il sorriso, il benvenuto. Racconta, anche, il gusto dei molisani, con i piatti di una cucina varia, ispirata dalla terra e dal piccolo tratto di mare, che le donne hanno saputo creare e, che ultimamente, è sempre più patrimonio di bravissimi cuochi, la gran parte giovani come Severino e Luca, e di comunicatori di culture, quelle che i vini e gli oli – fondamentali testimoni, insieme con il tartufo bianco, del territorio molisano – magnificamente esprimono.

di Pasquale Di Lena

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