Il tartufo bianco (Tuber magnatum) della Valle del Biferno è uno dei tartufi più pregiati al mondo. Proprio qui, alle pendici del Matese, nasce spontaneamente questo fungo ipogeo, uno dei prodotti enogastronomici più ricercati sui mercati nazionali e internazionali.
In Molise i cercatori cavano anche il Tartufo nero estivo o Scorzone (Tuber aestivum) e il tartufo bianchetto o Marzuolo (Tuber borchii), specie meno pregiate ma molto più presenti.
Molise, terra di tartufi
La vocazione del Molise come terra di tartufi nasce dal suo territorio incontaminato e dalla vastità delle sue aree boschive. Là dove l’uomo ha smesso di coltivare, il tartufo ha cominciato a riprodursi spontaneamente, complice la presenza delle sue piante simbionti. Il tartufo, infatti, è un fungo che nasce e si sviluppa sottoterra, aiutato dalla linfa vitale dell’albero sulle cui radici cresce. In cambio dei carboidrati necessari al suo fabbisogno, il tartufo aiuta la pianta simbionte ad assorbire meglio l’acqua e i sali minerali, in particolare azoto e fosforo. Gli alberi con i quali il tartufo stabilisce la simbiosi cambiano a seconda della tipologia.
Il tartufo bianco pregiato, ad esempio, predilige la roverella, il cerro, i tigli, il nocciolo, i pioppi e i salici, quello estivo il rovere, il faggio, il leccio e il pino nero.
Candidatura Unesco 2018
Un insieme di paesaggi, di ecosistemi, di vallate e di boschi accompagna la cerca dei cavatori molisani.
E’ una pratica antica, tramandata nelle generazioni, di padre in figlio. Uomo e animale, immersi nella natura, di stagione in stagione. Proprio per questo, dopo il recente riconoscimento della pratica della Transumanza, potrebbe diventare patrimonio culturale immateriale dell’Unesco anche la cerca del tartufo con la candidatura del 2018 per “Cerca e cavatura del Tartufo in Italia. Conoscenze e pratiche tradizionali patrimonio culturale immateriale dell'umanità UNESCO”.
Come riconoscere il tartufo del Molise
Nonostante non sia possibile conoscere in modo certo la quantità di tartufo raccolta ogni anno nella regione Molise, si stima che questa piccola regione fornisca circa il 60% della produzione nazionale di tartufo bianco pregiato che, nella maggior parte dei casi, viene venduto in Italia e all’estero. Tuttavia, ad oggi, non esiste un metodo per riconoscere la provenienza del tartufo. Come si può allora scegliere un tartufo del Molise? Semplice, partecipare alla raccolta con i cavatori de La Piana dei Mulini!
E’ possibile “andare a caccia” di tartufi con i nostri cavatori professionisti, imparare le tecniche per addestrare i cani, scoprire tutti i segreti di questo profumatissimo fungo. L’esperienza comprende anche una lezione di cucina con i nostri chef per imparare a conservare il tartufo fresco e le tecniche migliori per usarlo in cucina.